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  • Alex

L’umiltà di ascoltare le critiche

Aggiornato il: 12 set 2020

Socrate disse: “La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere; perché io so di sapere più di te, che pensi di sapere”.


Soffermati a riflettere un po’ ... Il riassunto di questa sua affermazione sottolinea la differenza tra saggezza e conoscenza che non sono assolutamente la stessa cosa.

La saggezza dell’uomo sta nella consapevolezza di non saper tutto e pertanto aperto all’imparare continuamente e a migliorarsi con umiltà, a mettersi in discussione ogni giorno ed in ogni dialogo mantenendo un ascolto attivo.

A differenza di chi pensa di saper tutto, mentre spesso e volentieri è frutto di tanta presunzione e desiderio di esaltazione. Ascoltare le critiche con umiltà ci può migliorare per avere successo sia nella vita personale che in quella professionale.

Forse uno dei più importanti critici del mio comportamento è stata mia moglie. Non si è mai limitata nell'espormi tutti i miei lati oscuri e per questo le sono infinitamente grato. Ma anche i clienti possono essere dei buoni critici, anzi forse i migliori per quanto riguarda la vita professionale. - Cosa fai quando qualcuno critica il comportamento o il tuo risultato? - Cerchi di trovare una giustificazione adeguata per l’accaduto oppure ascolti per capire su cosa puoi migliorare?

Ci sono persone che, di fronte alle critiche, si chiudono a riccio e si mettono subito nella posizione difensiva. Tu sei una di quelle? Diventi permaloso quando qualcuno ti espone il suo giudizio nei confronti del tuo comportamento o operato? Risponditi con sincerità.

Il cambiamento avviene quando accettiamo la nostra parte tenebra, e solo allora illuminiamo la nostra anima migliorando sia come persone che come professionisti.

Non la prendere sul personale

Le critiche non hanno niente a che fare con la tua identità, quindi non la prendere sul personale. Cosa vuole da te la persona che ti critica? Perché ti sta criticando?


Per esempio il cliente che critica il tuo servizio, vuole migliorare la prestazione nei suoi confronti, non vuole ridicolizzarti. Il capo che critica il tuo lavoro, molto probabilmente vuole migliorare le tue competenze con lo scopo di portare beneficio all’azienda, ma sicuramente porterà beneficio anche a te.

Puoi condividere o no un giudizio, ma la critica ha sempre in sé il seme di insegnamento. È utile sapere però, che quello che facciamo non ha niente a che fare con quello che siamo. In altre parole, le critiche giudicano le nostre azioni, non la nostra persona.

Un cliente che mi scrisse “Le consiglio di essere meno pomposo”, anche se nella frase stessa sta criticando il mio essere, non sono io pomposo, è il mio comportamento. Quindi qualunque persona giudica le mie azioni , non me in quanto essere.

È molto importante comprendere questo concetto per evitare di attivare emozioni distruttive che portano a rispondere con arroganza e permalosità ergendo così un muro d’avanti a sé, una chiusura mentale.

Se ho un atteggiamento pomposo, sono in tempo a correggermi e, una volta corretto il mio comportamento, sarò percepito diversamente. Ma io, in quanto essere, sono sempre lo stesso, anche se il mio comportamento è cambiato. Quindi perché andare sulla difensiva se una persona ci critica? Sta criticando l’azione, non noi. La persona che ci sta criticando, in realtà ci aiuta nel migliorare il nostro comportamento che da soli non riusciamo a vedere. È vero anche però che, a volte, ci troviamo immersi in critiche tutt’altro che costruttive. Ma anche lì c’è da imparare. Serviamoci delle discussioni, anche fossero degli insulti, prendiamo ciò che ci può servire per migliorare il nostro comportamento o servizio. Chiediti: “Cosa mi può essere utile per migliorare?”

Il leader si fa guidare dai giudizi, non li giudica


Una lezione che l’ho imparato sulla mia pelle è che i giudizi degli altri sono come un sentiero verso i propri traguardi. Saper approfittare dei giudizi altrui è una vera miniera d’oro. Le critiche e i giudizi di coloro che te li offrono gratuitamente ti fanno crescere personalmente e professionalmente. Per poterne farne uso serve tanta umiltà e positività. Solitamente le persone si sentono offese dai giudizi e rispondono troppo in fretta a coloro che gli fanno, senza ascoltare e avvalersi dei concetti espressi.




Se vuoi avere leadership, devi assumerti una grossa responsabilità, ovverosia accogliere le critiche con gentilezza.

Le persone sono sempre pronte a puntare il dito e spesso sono malvagi. Il motivo per cui un leader diventa più resiliente di tutti, è perché approfitta delle valutazioni della gente (familiari, amici, collaboratori, clienti ecc.), che gli dedicano gratuitamente il loro tempo. Naturalmente al momento che il giudizio viene espresso, cresce colui che viene giudicato, non colui che lo presta.

Se devi criticare, fallo gentilmente

Fino ad ora ti ho parlato su come accogliere una critica, ma se tu sei costretto a farle, perché spesso, come leader (capo, genitore, marito o moglie), le devi fare, allora falle con gentilezza!

Nella scienza della comunicazione, la critica viene chiamata rimprovero. Rimproverare il comportamento di una persona che non aiuta alla propria crescita personale o aziendale è un ‘opportunità di contributo favorevole.

C’è modo e modo di criticare però...

Qualora tu sia titolare d’azienda, responsabile, genitore, moglie o marito esiste un unico modo per ottenere il meglio dagli altri:“Criticare con gentilezza”.

La gentilezza è la forza più potente che esiste.

Disarma l’avversario e lo costringe ad analizzarsi. Lo guida, attraverso la pacificazione, a trovare una soluzione comune per il problema.

Chi invece aggredisce e insulta, crea muri e chiusura mentale accusando la persona come se essa stessa fosse il problema. E’ un attacco all’identità, provoca l’interlocutore mettendolo, di conseguenza, sulla difensiva.

La gentilezza inspira fiducia ed autorevolezza. Non ci sono mezzi più potenti per ottenere un risultato positivo in una conversazione.

Tuttavia una critica costruttiva è composta da due elementi: - la gentilezza di chi la fa la critica e la saggezza di chi la subisce.


Prenditi la responsabilità di una critica


Quante volte siamo disposti ad ascoltare una critica senza mai interrompere il nostro interlocutore?


Quante volte ci sentiamo spinti dal desiderio di trovare giustificazioni quando veniamo criticati da qualcuno?

“Si, ma...”, “E’ vero, però...” , “Sono d’accordo con te, comunque non è solo colpa mia”, “C’era traffico, non ce l’ho fatta...”, “Non ho avuto tempo oggi...”, “Io ero al lavoro, non ero mica a divertirmi”, ecc, ecc, ecc.

Ci sono un'infinità di giustificazioni e ogni giorno ne troviamo per scusare le nostre mancanze, oppure i nostri errori.

Può darsi che tu non sia del tutto responsabile per l’accaduto ma, come disse Martin Luther King, lo diventi se non fai nulla per cambiarlo. Ogni volta che troviamo una giustificazione ci priviamo di potere e leadership. Diventiamo deboli agli occhi degli altri e, soprattutto, non risolviamo nulla.

Se una persona arriva in ritardo perché ha trovato traffico, era traffico per tutti per cui è una condizione esistenziale che si verifica nella vita di tutti quanti. Quando arrivai in ritardo perché trovai un incidente per strada, il mio ex capo mi disse: “Se fossi partito dieci minuti prima probabilmente, non l’avresti trovato”. Aveva ragione (me lo disse con gentilezza e sorriso però, strizzando l’occhiolino).

Se non hai avuto tempo oggi per fare una chiamata al tuo compagno perché hai lavorato tutto il giorno, sicuramente almeno una volta sei andato a fare la pipi, per cui il tempo l’avresti trovato anche per fare una telefonata. Magari mentre facevi la pipi.


“Non è solo colpa mia che siamo arrivati in questa situazione”. È la classica scusa. Probabilmente non è solo colpa tua, ma lo diventa perché non fai niente per cambiarla. Le giustificazioni sono superflue e inutili. Inoltre, dando sempre colpa a fattori esterni, non ci aiuta a risolvere il problema presente, in quanto parliamo del passato.

Allora qual è la soluzione?

Riprendere il potere in mano e accettare. Accettare la responsabilità. -Di cosa? - Di tutto! -Di tutto?! - Sì, di tutto! -Di tutto tutto? Sì, di tutto, tutto, tutto! Un vero leader non dice mai “E’ colpa di...”, “E’ la responsabilità di...”, “Non ci posso fare niente...” Un vero leader si prende la responsabilità di tutto. Ed è proprio perché si prende la responsabilità di tutto, che riesce poi a cambiare le cose...

Un'altra cosa importante è non chiedere mai scusa! Chiedere scusa è un'altra giustificazione e ti toglie nuovamente il potere. In nessuna delle situazioni ha senso chiedere scusa. Le persone non ne hanno bisogno di scuse. Se fai un torto, per chi l’ha subito, ha bisogno che tu non lo faccia più, quindi vuole vedere i fatti.

Per cui invece che chiedere scusa, dì che non lo fai più! Che non succederà più. Ma stai attento a non farlo più accadere, altrimenti passi da mascalzone. Molte volte vogliamo migliorare ma non ci assumiamo le responsabilità necessarie per farlo. Abbiamo la libertà di pensare, ma è nostra la responsabilità di pensare positivamente. Abbiamo la libertà di parlare, ma è nostra la responsabilità di parlare in modo appropriato, in modo che le nostre parole migliorino noi stessi e gli altri. Abbiamo la libertà di agire, ma la responsabilità di farlo correttamente. E in fine...

Ringrazia a colui che ti fa una critica


C’è un’altra condizione necessaria affinché una critica sia costruttiva, ossia ringraziare chi l’ha fatta. Le persone che ci criticano, ci stanno dando un po’ della loro esperienza, della loro attenzione e del loro tempo.

Se hai la tendenza ad essere un po’ arrogante e dare per scontato le cose, successivamente affronteremo l’argomento della gratitudine. Nel mio libro "IMPARA A COMUNICARE EMOTIVAMENTE" troverai un esercizio potentissimo che ti farà cambiare prospettiva.

Siamo tutti qui per migliorare, non rispetto agli altri, bensì rispetto a ieri. E ci sono diversi modi per farlo.

Uno è leggere, l’altro è formarsi, un altro ancora, tra i più potenti, è seguire le persone che hanno raggiunto il successo personale e professionale, adottando il loro stesso processo di miglioramento. Quindi accetta, prenditi la responsabilità, ringrazia e vai avanti. Fra l’altro la gratitudine è un argomento che ha a che fare con il proprio benessere per cui più avanti te ne parlerò più approfonditamente. Ad ogni modo chiudi insieme a me questo articolo ringraziando a tutti coloro che ci hanno criticato e hanno contribuito alla nostra crescita.

Io ringrazio la mia famiglia, mia moglie, i miei genitori, i miei capi, i miei collaboratori, i miei clienti e tutti coloro che hanno espresso una critica nei miei confronti. Scrivi anche tu a chi sei grato, per le critiche che oggi riconosci averti fornito uno spunto di crescita personale.

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